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IL BORGO FORTIFICATO: LA CINTA MURARIA E LA TORRE




Un’imbarcazione viene notata all’orizzonte. Si vede benissimo dalla grande torre che domina il mare. Il pericolo  e i nemici sono vicinissimi, ma Soverato è dotata di un efficiente sistema difensivo. Riusciranno gli abitanti a resistere e sventare gli attacchi? Il resto della storia possiamo immaginarla: a volte gli abitanti dovettero soccombere, altre volte scamparono al pericolo.

Questa è solo una storiella romanzata ma Suberatum, che al mare guardava con apprensione e che aveva scelto un luogo arroccato proprio per allontanare i pericoli, era dotata di un ottimo sistema di difesa. Certo, non sempre l’ebbe vinta e come sappiamo dalle cronache, molte volte i nemici navigarono il fiume Beltrame e arrivarono sotto le porte d’ingresso della città, depredando e saccheggiando il villaggio.

Il primo sistema di difesa era la rocca: il borgo, infatti, era situato su una rupe abbastanza nascosta dal mare ma al contempo il Golfo poteva essere sorvegliato dall’altura, che lo dominava,  il che permetteva di scorgere l’orizzonte e i pericoli esterni.  Ma in un sistema difensivo organizzato, questo non era sufficiente. Così, i primi abitanti decisero di dotarsi di un apparato murario che consentisse un’adeguata difesa.

Le mura, oltre che consentire una protezione adeguata erano espressione anche un’esplicita volontà rappresentativa della potenza e della ricchezza di una città: quella di Suberatum era abbastanza modesta, fatta in pietra e con materiali reperibili in loco e piuttosto economici, con uno spessore e un’ altezza variabili, che dipendevano dalla morfologia del terreno su cui erano state edificate.  

La cinta di fortificazione si snodava lungo tutto l’abitato e faceva capo alla grande torre di avvistamento, a pianta quadrata. Poiché il borgo era protetto dal costone su cui sorge l’agglomerato di Soverato Superiore e occluso alla vista del mare, fu costruita su una piccola altura sulla destra della foce del Beltrame, una torre d’avvistamento come sistema d’allarme ad un possibile attacco dal mare. 
Nell’attuale sistema difensivo notiamo diverse tipologie di torri, distanti l’una dell’altra una cinquantina di metri circa: potrebbero appartenere al XIV secolo le torri quadrate che si leggono ancora tra i ruderi del borgo mentre i bastioni poligonali si devono con molta probabilità all’opera di ristrutturazione delle fortificazioni di tutta la Calabria voluta da Carlo V.

Le torri circolari, invece, appartengono all’ultima fase della ristrutturazione del circuito murario: presumibilmente sono databili all’XVII secolo.

Oggi sopravvivono solo i resti dell’apparato murario, ma anticamente il borgo doveva essere dotato di una decina di torrette o semplici postazioni di guardia, come ad esempio quelle sul trappeto e sulla cisterna/ Grotta dei Regnanti.

Anche gli ingressi al villaggio erano sorvegliati: la porta di Suso, a sud dell’abitato, e la porta di Iuso, a nord erano protette da una torretta di guardia. 
 
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